I Giardini della Reggia

Costituiscono la parte del parco, attigua alla Reggia e connotata da elevate qualità paesaggistiche, originariamente nota come lo “Spianato”. L’odierna configurazione rappresenta l’ultima stratificazione, sia nell’impianto vegetale sia nel disegno, iniziata dalla fine del Settecento, quando l’area era ancora destinata al pascolo, alla coltivazione, al transito e separata dal “Real Bosco” da una strada pubblica. Verso il 1818 fu ultimata la cinta muraria che aggregò lo “Spianato” al Bosco, dando unità al “sito reale”. L’attuale assetto vegetale è meno ricco di specie e cromaticamente più uniforme, rispetto alle diverse sistemazioni che, nell’Ottocento, ridussero il pianoro in un giardino tra i più rappresentativi del parco, con entità vegetali rare e pregiate e con una gran quantità di fiori, oggi totalmente scomparsi.

Le numerose palme che si ergono davanti Porta grande e intorno al Palazzo reale, sono state impiantate dal tardo Ottocento e in particolare quando i Duchi d’Aosta abitarono stabilmente nella Reggia. A quel tempo le praterie erano ancora impreziosite da bordure di fiori e da specie diverse di rose, spesso sistemate in circolo intorno alle palme. Attualmente si osservano molti esemplari di Palma delle Canarie e Washingtonia, gruppi di Phoenix reclinata e di Palme nane e solo sporadici o singoli esemplari di Cycas revoluta, Butia capitata e Livinstona chinensis. A mezzogiorno della Reggia, dove s’innalza la Fontana del belvedere, si estende l’ampia radura che era nota come la “Veduta di Napoli”, in quanto la vista panoramica abbraccia il colle di San Martino ed il golfo fino a Punta Campanella e a Capri. La prateria ad ovest della Reggia, oggi interamente racchiusa dalla macchia a bosco, si apriva in alcuni punti sul paesaggio ed era conosciuta come la “Veduta di villa Ruffo”.

Da qui, infatti, la visuale, che si estende fino alla collina dell’eremo dei Camaldoli, inquadrava questo complesso, una delle più belle ville dello Scudillo, distrutta nel primo trentennio del Novecento. La vegetazione d’alto fusto intorno al Palazzo reale è costituita anche da boschetti di leccio, con singoli esemplari di roverella e di pino, e da entità vegetali di recente impianto, quali un gruppo di mimose e di cedri deodara.