Fabbricato Fagianeria

In prossimità di un grande platano orientale e di un bell’esemplare di magnolia, si scorgono i resti di quest’edificio, denominato, un tempo, la “Casa dei Fagiani forestieri”, perché destinato alla schiusa e al ricovero dei fagiani cinesi, americani e dei pavoni. La caccia a questo volatile, una delle predilette da Carlo III, era molto praticata nelle riserve reali. Nel bosco di Capodimonte, la vecchia “casa dei fagiani” e le aree addette a “Fagianeria” erano inizialmente localizzate a nord del Bosco, dove sorse l’Eremo dei Cappuccini; solo successivamente furono trasferite in questa parte del parco.

L’attuale fabbricato della Fagianeria era stato in passato adibito a “Polveriera”, luogo in cui dovevano essere riposte le munizioni, la polvere da sparo e le diverse armi per i vari tipi di caccia. Durante gli ultimi anni del Settecento e i primi dell’Ottocento, l’edificio fu modificato e destinato al ricovero dei fagiani, mentre, durante i grandi lavori di trasformazione del parco, assunse le fattezze di una finta rovina gotica. Prima della distruzione durante la “Grande guerra”, era una costruzione molto allungata, in gran parte occupata dal locale per le gabbie dei fagiani e racchiusa ai lati da due piccoli corpi di fabbrica per i custodi Quello di destra, l’unica parte sopravvissuta della Fagianeria, è un volume ad un piano, con una scaletta di accesso alla terrazza superiore; di recente è stato destinato a book-shop e a punto di ristoro.