Emiciclo di porta di mezzo

Cinto da una cortina di alberature sempreverdi, costituisce il monumentale piazzale d’ingresso al Bosco. Da qui si dipartono cinque viali, che s’irradiano a ventaglio nel folto bosco, e altri due viali, solo accennati e un tempo racchiusi da una grotta di verde. Nella seconda metà del Settecento l’emiciclo, oggi in corso di restauro, appariva come uno scenografico anfiteatro verde con maestose alberature di lecci, tagliate a spalliera, e siepi in cui erano state ricavate nicchie per accogliere dodici statue di marmo su piedistalli di piperno; altre due ornavano i viali ciechi. Per le scarse notizie esistenti non è certo che le statue, attualmente acefale, mutile, e ridotte a tredici, siano quelle che originariamente abbellivano l’emiciclo.

Attualmente non s’individua un progetto iconografico unitario sebbene, per tradizione, quelle nelle nicchie di verde fossero chiamate le statue dei dodici mesi. Le statue, di recente sottoposte ad un accurato restauro, appaiono di fattura, pregio e marmo diverso; solo alcune sono modellate in ogni loro parte e dotate di una particolare plasticità. Alcune raffigurano certamente delle divinità, ma si riconoscono anche una Dovizia ed una Flora, per i simboli allusivi alle stagioni o alla fecondità della terra; altre forse rappresentano allegorie delle Virtù.