Viale di Mezzo

Cinto ai due lati da annosi alberi che “incurvandosi ed intrecciandosi fra loro lo difendono da’ raggi del sole”, è il più lungo e attraente viale del Bosco, che “corre diritto per circa un miglio” da Porta di mezzo fino al confine nord del parco. Nel Settecento il viale terminava in una piazzola circolare racchiusa da alberature, dove svettava la statua del Gigante. Attualmente l’ultimo tratto del viale devia dall’asse, non è più guarnito da un doppio filare di alberi e si conclude in uno slargo dove sorge un piccolo manufatto di mattoni, chiamato Roccolo.

L’alberatura prevalente, come negli altri “Stradoni”, è il leccio, con sparsi esemplari di tiglio, carpino e roverella; l’arbusto più frequente è il lauroceraso, una specie utilizzata, fin dal Settecento, per la conformazione delle siepi. Lungo il tracciato dello stradone si attestano diversi percorsi, che raggiungono gli ambienti dei valloni di San Gennaro e dei Cervi, e si affacciano alcuni edifici rustici del Bosco, quali il fabbricato San Gennaro, il fabbricato Cataneo e la Vaccheria.