La Delizia Reale

A nord di Napoli, su di una collina ai margini della città storica, si estende l’antica “Delizia Reale” di Capodimonte che faceva parte di quel sistema di territori, ad uso della Corona, denominati in età borbonica “siti reali”. Erano vaste proprietà che per volere di Carlo III di Borbone, salito al trono di Napoli il 10 maggio 1734, e poi del figlio Ferdinando IV entrarono mediante permute espropri ed acquisti a far parte del patrimonio reale. Poste in genere ai margini della Capitale, erano luoghi particolarmente propizi alla caccia e alla pesca, attività considerate, più che nelle altre Corti europee, funzioni di Stato. Caserta, Portici e Capodimonte rappresentarono i principali “siti reali” per la maestosità delle residenze e dei parchi.

Dopo oltre cinquant’anni di assoluto abbandono e di degrado, è iniziata di recente una drastica inversione di tendenza che ha portato, innanzitutto, ad una rivalutazione culturale del parco. Un piano complessivo di recupero e manutenzione del parco deve partire dalla valutazione che l’assetto attuale, seppure manomesso e deteriorato, è in larga parte riconducibile a quell’assunto verso la metà dell’Ottocento, con alcune varianti introdotte nel periodo sabaudo. Quest’affermazione ha trovato riscontro in tutte le indagini sul campo, eseguite nelle aree recentemente sottoposte ad accurati restauri (Giardino dei Principi, praterie attigue al Casino della Regina, alla Fagianeria e alla Fabbrica della Porcellana, Giardino Torre, ecc.).